Lo scopo principale per me, è quello di trasmettere la mia passione, ma la passione per una cosa, un argomento, un'attività, o la si ha, magari latente e quindi è sufficiente una scintilla per farla avvampare e, se avvampa, la si coltiva poi con facilità e divertimento, o diventa un problema; perché coltivare una passione vuol dire dedicarci tempo e oggi il tempo è un elemento sempre più raro e prezioso.
Ma io sono un ottimista e penso sempre, all'inizio di un corso, che chi si è iscritto qualcosa già lo emoziona nella fotografia e aspetta solo che qualcuno gli dia una mano a far emergere questo qualcosa.
Perché un corso “base” di fotografia? perché sono convinto che, come in qualsiasi attività a cui ci si cominci ad affacciare, qualsiasi “PROGETTO” ci si appresti ad iniziare, la cosa più importante è preparare al meglio la base, le fondamenta.
Gli argomenti li ho “compressi”, molti temi un po' troppo specifici li ho solo accennati, ma stringi che ti stringi non sono riuscito a scendere al di sotto dei 12 incontri, ovviamente con prove pratiche sia in studio che in due esterne, la prima di giorno e la seconda in notturna.
Poi mi affaccio sul “mercato” e vedo che cosa viene offerto al fotoamatore:
- Corsi da 3 a 6, max 8 incontri.....
- Prove pratiche di illuminazione in studio inserite in un corso base.....
- Tecniche di riprese specifiche.....
- ecc. ecc.....

Allora mi domando: Sto sbagliando qualcosa? Io sto proponendo alle persone che si affidano a me, un percorso più lungo e complesso, ma che gli assicura la comprensione del come la luce, padrona della fotografia, può essere “domata” e “calibrata”, lasciando loro, una volta giunti alla piena padronanza di questa, la scelta di approfondire con altri corsi specifici (non avanzati, ma specifici) sulle varie differenti tecniche di ripresa. Mi domando: Sbaglio io?
Ho partecipato come allievo a dei corsi avanzati per ritratto in studio e illuminazione. Con me partecipavano al corso persone che non avevano ancora ben chiaro il concetto del “rapporto tempo/diaframma” e queste persone dicevano di avere partecipato a diversi corsi........ 
Mi è capitato di vedere delle foto, mostrate con orgoglio dagli allievi cha avevano partecipato a corsi “lampo” e anche li, guardando quelle foto, la domanda mi è sorta spontanea: Vale la pena bruciare una passione deliziosamente coinvolgente come può essere la fotografia, sull'altare della fretta, della voglia (impossibile da realizzarsi) di avere tutto e subito? La mia scontata risposta è: Assolutamente NO!

Chi avrà la volontà, la pazienza e perché no, il piacere di seguire i miei corsi, se applicherà anche nella pratica con costanza quello che gli verrà spiegato incontro dopo incontro, alla fine del percorso, non breve e neppure semplice, è vero, non avrà fatto foto in studio, ma avrà la piena padronanza della propria fotocamera e la saprà gestire al meglio in tantissime occasioni, ma soprattutto avrà la consapevolezza di aver incontrato o meno, faccia a faccia, la “passione” per la fotografia, saprà se sarà pronto per spendere tempo e denaro sull'altare di questa passione e se sarà pronto per apprendere qualcosa di più in un corso specifico.

Questo è il mio convincimento, lontano anni luce dal mercato dell'usa e getta di oggi, ma immerso nella passione per la fotografia.

Grazie per la vostra paziente attenzione.


Biagio

La fotografia è stata da sempre una mia grande passione, a partire da una macchinetta fotografica in plastica presa con i punti del detersivo “Mira Lanza”. Quì penso che qualcuno di voi (i pochi coetanei o quasi) abbia avuto idea di quanti anni fa sto parlando. Per farla breve perché il racconto dalla Genesi non penso che interessi, certo che la condivisione di una passione è il miglior mezzo per goderne, alcuni anni fa mi sono messo d'impegno e ho inserito un corso base di fotografia a dispense in pdf nel sito dello studio fotografico. Ma non contento, passato qualche anno, ho pensato di tenere direttamente dei corsi, approfittando dell'ospitalità delle sale parrocchiali, associazioni culturali, ecc. Da quest'anno sto sperimentando una sede specifica, uno spazio che lo studio fotografico mi ha messo a disposizione. Una casa.

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